18/03/2021

L’ALLERGIA, MALE DI STAGIONE MA NON SOLO

L’allergia è una risposta eccessiva e anomala del nostro sistema immunitario, che percepisce alcune sostanze, chiamate allergeni, come nocive per il nostro organismo e che invece risultano innocue per l’80% della popolazione. L’organismo può venire a contatto con gli allergeni tramite inalazione (pollini, polveri, peli di animali, ecc), tramite contatto (sostanze chimiche che si trovano su prodotti cosmetici o detergenti, ecc) o tramite ingestione (alimenti, farmaci, ecc).

Il processo allergico si sviluppa in due fasi.

La prima esposizione: o sensibilizzazione, si ha quando l’organismo individua per la prima volta una sostanza come nociva, l’allergene, ed attiva le cellule del sistema immunitario. Le prime ad entrare in funzione sono i Macrofagi, che individuano l’allergene e attivano i Linfociti. Quest’ultimi iniziano la produzione delle Immunoglobuline di tipo E (IgE), specifiche contro quel preciso allergene. A questo punto le IgE appena formate, si vanno a legare alla membrana delle cellule di difesa, i Mastociti, pronti ad entrare in azione nel momento in cui avverrà la seconda esposizione a quello specifico allergene.

La seconda esposizione: non è altro che la risposta allergica vera e propria. Infatti una seconda esposizione all’allergene, produce un riconoscimento da parte del complesso Mastocita-IgE, precedentemente formatosi, che lo capta e lo lega a se. Questo legame determina la liberazione da parte del Mastocita, di sostanze come Istamina e Leucotrieni che producono i sintomi classici delle allergie.

Le manifestazioni allergiche più comuni che si possono avere dopo aver esposto il nostro organismo ad un allergene sono: la rinite allergica, con raffreddore, starnuti e prurito; la congiuntivite con arrossamento e lacrimazione degli occhi; l'orticaria con la produzione di pomfi arrossati e pruriginosi; **eczemi **con macchie rosse e pruriginose; asma con difficoltà respiratorie, respiro sibilante e tosse; e shock anafilattico con abbassamento improvviso della pressione sanguigna, tachicardia e blocco della respirazione. I sintomi che appaiono successivamente ad una esposizione ad una sostanza, dipendono dalla gravità dell’allergia stessa. Ovviamente la manifestazione di asma, insieme allo shock anafilattico sono quelle più gravi. Soprattutto quest’ultima, se non risolta in tempo, tramite intervento medico o iniezione di adrenalina, può portare alla morte dell’individuo.

Tra tutte le allergie, quelle ai pollini, sono le più frequenti. Si presentano con ricorrenza stagionale a seconda della tipologia di pianta a cui si è allergici. Esiste un vero e proprio calendario dei pollini che indica la fioritura di ogni specie di piante a seconda del periodo dell’anno, come si può notare nella figura a fianco. Per esempio, il primo polline che si trova nell’aria è quello del cipresso, che parte con alte concentrazioni fin dal mese di Gennaio, per arrivare a diminuire solo nel mese di Aprile. Mentre, una delle allergie ai pollini più frequente è sicuramente quella alle graminacee (orzo, segale, frumento, mais e riso), ne soffre infatti circa il 10-15% della popolazione, e il loro periodo di fioritura dura svariati mesi, da aprile a settembre.

Uno dei sintomi più frequenti che producono queste allergie ai pollini è la Rinite Allergica: un’infiammazione della mucosa nasale provocata da risposta IgE-mediata, che deriva dal contatto tra un all’allergene (un polline) e la mucosa nasale stessa. I sintomi che appaiono sono numerosi: starnuti, prurito, congestione nasale (naso chiuso), e rinorrea (naso che cola). Spesso può capitare che questo tipo di rinite sia accompagnata anche da altri sintomi, come alterazioni oculari (arrossamento e lacrimazione), prurito alla gola, debolezza e malessere generalizzato.

La rinite allergica può essere intermittente, se i sintomi non durano più di 4 giorni e la sintomatologia tende a peggiorare al mattino e alla sera, o al contrario, può essere persistente. Invece, in base alla gravità dei sintomi può essere lieve, _se non porta a limitazioni della attività quotidiane o del sonno, o moderatamente grave_.

I farmaci che contrastano le manifestazioni delle allergie sono di varie tipologie, come antistaminici, corticosteroidi e antileucotrienici, e si assumono per via orale, sotto forma di spray nasali o colliri per occhi.

Gli Antistaminici inibiscono il legame tra i recettori H1 istaminici e l’istamina, che come abbiamo precedentemente detto, è un importante mediatore delle reazioni allergiche. Esempi sono: Reactine compresse, che è composto dai principi attivi Cetirizina, antistaminico, e da Pseudoefedrina, decongestionante nasale, da assumere una compressa la sera prima di coricarsi. Fexallegra compresse, che presenta Fexofenadina, antistaminico. Questo può essere assunto anche durante la giornata, in quanto non presenta come effetto collaterale la sonnolenza. Utile contro la rinite allergica. Rinazina Antiallergica spray nasale, che contiene Azelastina, antistaminico utile nel trattamento sintomatologico a breve termine. Imidazyl Antistaminico collirio, che presenta al suo interno una combinazioni di principi attivi, Nafazolina con attività di vasocostrittore, e Tonzilamina, antistaminico. Utile nei stati allergici e infiammatori della congiuntiva accompagnati da prurito, dolore e lacrimazione.

Tra i Corticosteroidi é utile annoverare il Rinoclenil spray nasale** **che contiene Beclometasone, che riduce il gonfiore delle vie respiratorie. Usato in caso di asma, respiro sibilante, fiato corto, ma anche starnuti, prurito, congestione nasale e rinorrea. Non deve essere somministrato più di 4 volte al giorno.

Gli **Antileucotrienici **sono farmaci antiasmatici, di facile somministrazione, in granuli o compresse masticabili, che vengono per questo soprattutto utilizzati in ambito pediatrico. Vanno ad inibire i recettori dei leucotrieni, che come abbiamo visto precedentemente sono mediatori delle reazioni allergiche. Esempi sono Montelukast e Zafirlukast, che vengono dispensati tramite consulto specialistico e con ricetta medica.

Un’altra terapia sotto consiglio specialistico, ma che non sempre può essere messa in atto, è l’Immunoterapia, ovvero la somministrazione al paziente di dosi crescenti di allergene, fino a raggiungere una desensibilizzazione del soggetto allergico, all’allergene stesso. In ogni caso la principale arma per contrastare i sintomi dell’allergia sarebbe quella di limitare o evitare di venire a contatto con gli allergeni, se ciò non è possibile, si può utilizzare alcuni dei farmaci sopra indicati, sotto consiglio medico o del farmacista.